SAT Italia

L’Amore-piacere

 
Immagine principale

L’amore-piacere o eros, tanto problematico per molte persone benché all’inizio del terzo millennio sia stato sempre più de-criminalizzato grazie all’attività terapeutica. Freud che è stato il primo a segnalare il meccanismo della repressione del piacere, la quasi universalità della paura di castrazione e l’antagonismo tra la civilizzazione e il principio del piacere. Ma possiamo dire che l’effetto della psicoanalisi sulla liberazione dei desideri delle persone è stato debole, comparato con le terapie che sono sorte posteriormente come la reichiana e la gestalt. Ed è nella gestalt dove mi sembra che culmini lo spirito di libertà, come una filosofia implicita e costituente della terapia stessa – fino al punto che sono arrivato a considerare Fritz Perls un apostolo di Dioniso.

Inizio quindi citando la terapia della gestalt come un elemento anti-repressivo aldilà delle sue tecniche specifiche, per la sua fede implicita negli impulsi spontanei che ho chiamato fede organismica: la fiducia che i nostri desideri naturali sono buoni – malgrado l’educazione ci abbia insegnato a diffidare di loro come se fossero perversioni.

La terapia gestalt non è tanto presente nel Programma SAT con workshops gestaltici espliciti, che appaiono solo nel terzo modulo attraverso il lavoro che gestaltisti esperti realizzano circa i problemi dei partecipanti nell’esperienza del mutuo aiuto. Senza dubbio la gestalt è molto presente nel programma molto più di quanto si veda in modo esplicito. In primo luogo perché la popolazione degli interessati al programma, quando questo ha avuto luogo per la prima volta in Spagna a fine anni ’80, era formata da persone coinvolte in questo tipo di formazione, e questo impregnò le promozioni successive di una cultura gestaltica aldilà delle attività specifiche del programma. Inoltre ho voluto che le persone che insegnano certe materie, come la psicologia degli enneatipi o il movimento spontaneo, fossero persone con una capacità terapeutica, ed è nella cerchia dei gestaltisti che le ho trovate, cosa che ha contribuito alla formazione di un’atmosfera più permissiva che in altre cerchie terapeutiche.

Dicevo che già nella psicoanalisi era presente un elemento di aiuto alle persone orientato al riconoscimento dei propri desideri poco espliciti e a volte coperti di vergogna, affinché fossero rispettati di più, integrandoli così nella propria vita. La psicoanalisi nel programma SAT è rappresentata principalmente dalla sua tecnica fondamentale, l’associazione libera di idee, per cui una persona lascia andare il suo pensiero con un minimo di censura e lo condivide con un’altra persona che osserva. A ragione Maslow scrisse una volta che l’associazione libera di idee era come un esercizio taoista di spontaneità, e leggere tale osservazione è stato uno degli elementi che ispirarono i miei esperimenti con questa tecnica, già al tempo del mio lavoro nell’Istituto Esalen negli anni ’60. Quindi un secondo elemento, nel Programma SAT, è un lavoro in cui le persone sono invitate a lasciare indietro la tendenza al controllo, per lo meno a essere consapevoli di ciò che stanno per dire, prendendo il coraggio di dire cose che nella vita sociale non esprimerebbero, per un’attenzione alle conseguenze sociali o per preservare la propria immagine.

Un metodo più specifico e profondo per lasciarsi andare, arrendendosi agli impulsi spontanei del movimento con un minimo di calcolo o inibizione, è la pratica del Movimento Autentico, che è nata nel campo della danzaterapia. Personalmente, ho trasformato questa disciplina in qualcosa di differente che chiamiamo semplicemente movimento spontaneo, e che potrebbe caratterizzarsi come il Movimento Autentico senza la retorica junghiana. Il Movimento Autentico, come il movimento spontaneo, come anche un esercizio chiamato Latihan coltivato nel gruppo Subud originario dell’Indonesia, sono, più che pratiche di movimento, pratiche di lasciarsi andare, che non solo portano all’espressione motoria, ma anche ad esperienze affettive, immaginative o spirituali, e a volte a fenomeni di movimento che non sembrano originati dalla propria volontà, come esperienze di possessione o flussi energetici corporei. Anche se forse solo una minoranza delle persone arriva a tali esperienze nei nostri gruppi, sono queste particolarmente rivelatrici e impressionanti poiché sembrano implicare l’apertura a una dimensione spirituale della vita, come nel fenomeno dell’ispirazione, e si assomigliano più che ogni altro fenomeno alle esperienze psicadeliche.

Le esperienze psicadeliche non sono parte del Programma SAT (anche se in Brasile ho raccomandato esperienze con la ayahuasca, che fanno parte della cultura locale, a quelli che hanno finito il nostro programma). Senza dubbio si potrebbe dire che il mondo psicadelico è il mondo dionisiaco per eccellenza, giacché non solo spariscono con facilità le inibizioni che ordinariamente interferiscono con la spontaneità profonda della mente, dando luogo alla così chiamata espansione della coscienza, ma anche perché, per quanto ne sappiamo, la religione dionisica fu associata nell’antichità all’uso di allucinogeni.

Anche l’espressività si associava tra gli antichi alla figura di Dioniso, più specificamente il teatro era una forma di onorare Dioniso, che i greci consideravano come un atto sacro.  Quando, invece di essere al servizio della rappresentazione artistica di opere previamente concepite, il teatro serve allo sviluppo personale abbiamo un’attività ulteriore in cui predomina il rischio, l’improvvisazione e la rottura delle inibizioni, e tutto questo serve a sua volta allo sviluppo della capacità di arrendersi alla spontaneità e alla creatività. E’ talmente vero questo che, con lo stimolo di un istruttore esperto come i docenti del nostro programma, la persona può avanzare molto nel lasciarsi andare ancor più che nella situazione del movimento spontaneo. Questa è stata una parte importante del Programma SAT, che si è sviluppata in modo creativo grazie ai miei inviti rivolti a direttori di teatro affinché integrassero la loro esperienza professionale con la loro formazione in terapia della gestalt e la loro cultura della psicologia degli enneatipi. I loro diversi contributi, a loro volta, hanno trovato una integrazione in quella che potrebbe definirsi una cultura del teatro terapeutico sui generis.