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Gli enneatipi nella psicoterapia

29.12.2012

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Gli enneatipi nella psicoterapia – I tipi dell’enneagramma nella vita, nella letteratura e nella pratica clinica, Astrolabio, Roma 1997, pagine 360 (prefazione di Will Schultz, traduzione di Gianpaolo Fiorentini da Transformation through Insight – Enneatypes in Life, Literature and Clinical Practice, Hohm Press 1997; in spagnolo Autoconocimiento Transformador. Los eneatipos en la vida, la literatura y la clínic, La Llave 1999 e 2011)

Dedicato a Oscar Ichazo – “da cui ho imparato molto più della protoanalisi e da cui ho ricevuto molto più che insegnamenti” – questo libro di Claudio Naranjo è l’occasione per ampliare la visione della psicologia degli enneatipi già descritta in Carattere e nevrosi.

L’autore fa qui incontrare la terapia della Gestalt e il modello psicologico dell’enneagramma, dimostrandone l’utilità nella pratica clinica, sia nella fase iniziale di diagnosi del disturbo, sia come guida per il terapeuta nelle fasi più difficili e complesse del trattamento. Ognuno dei nove tipi psicologici viene illustrato con una descrizione iniziale, con esempi commentati tratti da opere letterarie – dai Racconti di Canterbury di Chaucer, al Testimone auricolare di Elias Canetti, per non citare che due tra i tanti capolavori, vere e proprie miniere di “maschere” enneatipiche; da casi clinici – gli autori cui fa riferimento sono Charles Berg, Robert Akeret, Alexander Lowen, Robert Lindner, Joel Kovel, Charles Rycroft, Paco Peñarrubia, Irvin Yalom; e infine con la trascrizione di una seduta di terapia gestaltica a orientamento enneatipico, tenuta dallo stesso Naranjo o in cui comunque interviene, se svoltasi in gruppo.

Nonostante per ogni enneatipo venga fornita una descrizione sintetica, e quindi il libro possa essere letto anche da chi affronta per la prima volta il tema dell’enneagramma, sarebbe da leggere, per goderne di più, dopo Carattere e nevrosi, avendo cioè un’idea più ampia e sfaccettata delle diverse “nevrosi” nelle quali è possibile ritrovarsi. Ma è anche vero che la varietà di punti di vista offerta da Naranjo assemblando citazioni e riferimenti a personaggi storici e viventi – da Cleopatra a Rasputin, da Erasmo da Rotterdam a Proust – è tale da risultare un libro ricchissimo di spunti, sia per un lettore “profano” che miri soprattutto a una maggiore conoscenza e consapevolezza di sé, sia per gli addetti ai lavori – psicologi, psicoterapeuti, psicanalisti, counselor.

Questi ultimi in particolare potranno trovare in queste pagine, come del resto lui stesso auspica, “un fondamento teorico di cui i non seguaci della pratica gestaltica hanno sentito la mancanza e che gli interni hanno erroneamente creduto di possedere”. Naranjo esprime la sua fiducia che una conoscenza esperienziale della psicologia degli enneatipi possa risultare in una accresciuta efficacia terapeutica. Ed è del resto il messaggio che pervade anche tutti i suoi libri dedicati alla Gestalt.